lunedì 21 settembre 2009

L'operatore è momentaneamente occupato.


“L’operatore è momentaneamente occupato. Si prega di riprovare più tardi.” Ma vaffanculo! E’ da questa mattina che provo a contattare un operatore. Impara l’italiano. Momentaneamente significa in questo momento non per ore, giorni, settimane! Possibile non ci sia nessuno disponibile ‘momentaneamente’ ? Non faccio a tempo a riagganciare che subito squilla il telefono. - “Ciao, sono io, come te la passi ? Senti, hai tempo ? Vorrei parlarti.” - “Io no” - “Vabbé allora ti richiamo quando hai voglia di parlarmi” - “Scusami ma vorrei capire una cosa: mi fai delle domande e non attendi nemmeno le risposte. Affermi poi di volermi parlare e mi dici che mi richiamarai quando ho voglia ? Dimmi quello che devi dirmi e facciamola finita, anche perché tu non vuoi parlare con me, tu vuoi fare un monologo. Come fai a richiamarmi quando avrò voglia di parlarti se non te lo comunico ??? Ti rendi conto che la tua affermazione ha un’evidenza logica che esclude la mia partecipazione e la mia volontà, ma soprattutto il tuo benché minimo interesse verso la mia persona ???” - “Ho capito, ti sei alzata male stamattina. Ci sentiamo. Ciao”. Click. Ho lanciato il cordless contro la pila di panni stirati che si è accasciata al suolo rovinosamente. “Ma vaffanculo. Mi sbatte pure giù la cornetta!”. Sono stufa di tutta questa gente che non ascolta. Dei bisognosi di sfoghi quotidiani, dei pendolari della propria vita fatta di treni perennemente in ritardo, di finti agnostici che ti scambiano per un confessionale, di perenni insicuri allo specchio, di egocentrici narratori delle proprie anime raggrinzite e incolori, di convinti Ulisse di viaggi virtuali, di manipolatori di sentimenti a lunga conservazione, di allevatori di emozioni scadute, di fantocci di cera coperti di abiti che sanno di naftalina. Mi avete rotto il cazzo che non ho. Non vi sopporto più. Non sopporto più che ogni volta che qualcuno urla il proprio dolore voi egocentricamente ed egoisticamente parliate del vostro. Non sopporto più che mi facciate delle domande e mentre mi accingo a rispondere mi parliate sopra. Non sopporto più la vostra incongruenza, la vostra illogicità, la vostra insicurezza, la vostra smania di vomitare, il vostro digitare frasi senza senso e articoli sulla fiducia. Mai che vi domandiate se quello che dite, che copiate, che linkate sia vero. Mai un pensiero critico, perché il pensiero critico richiede silenzio, osservazione, messa in discussione, analisi e poi scelta. Richiede tempo. L’intelligenza richiede tempo. Quando siamo più di due interrompete qualunque pensiero compiuto. Scrivete “un minuto di silenzio per onorare i caduti” ? Ma perché cazzo non scrivete un minuto di silenzio per riflettere se un minuto di silenzio ha senso ? Tutto ridotto ad un minuto. Per rimanere incinta ci vuole molto di meno di un minuto, ma per partorire un essere umano ci vogliono nove mesi. Io non posseggo verità, io non ho le risposte giuste e convincenti, ma, cazzo, quando parlate vi ascolto, con la testa e con la pancia e poi esprimo la mia … spesso ci ripenso a quello che avete detto, quando torno a casa o mentre cammino per strada, e molto spesso ritorno sui miei passi. Ma dove pensate di essere ? In un Mc Drive dove ordinate le risposte che vi vanno ? Non sopportate un conversazione o un pensiero più lungo di 10 righe e di 1 minuto. Ma lo sapete che vi corre appresso solo la morte ? Se non avete tempo per riflettere rimandate, invece di postare minchiate clonate in batteria nemmeno foste un allevamento di polli. Se non vi interessa realmente interagire con gli altri compratevi uno specchio e parlatevi da soli. E’ economico e poco deludente. Non è l'operatore ad essere momentaneamente occupato. E' il vostro cervello! (Greta)

Nessun commento:

Posta un commento