martedì 3 marzo 2009

L'odore di Greta

- “Ciao Greta, come stai?”
- “Come sto ? Dunque vediamo … Devo dirti la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?”
- “Sì”
- “Sto che navigo a vista in casa. Il disordine è tale che mi ci è voluto il GPS per trovare il telefono. Una forma di protesta per attirare l’attenzione di nessuno, visto che vivo da sola. Ho lavorato in modo indefesso per compensare giorni di inattività professionale e para professionale. Ho affinato anche oggi la tecnica migliore per suicidarmi, lasciando tutto in ordine, senza sporcare o dare fastidio agli stomaci delicati, e intervallando il ragionamento con la riflessione “non mi capacito perché gli altri non si suicidino, vigliacchi!”. Ho lenito alle 6 del mattino le ferite di qualcuno che sta male, ma forse sta meglio di me, però strilla il suo dolore più forte e in modo più pietoso e convincente di quanto io riesca a fare. Sto, insomma, una merda. Per cui credo che dopo il gin-tonic andrò a farmi un bagno per levare almeno l’odore. Non si sa mai. Dovessi morire nelle prossime ore per cause naturali o accidentali, meglio evitare cattivi odori. Ora ti lascio. Non ti preoccupare, devo ancora decidere alcuni dettagli non di poco conto. Ci sentiamo domani?”
“Certo, a domani ... Greta ? ... ti voglio bene”

(Greta)

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