È l'intelligenza del cuore, che fa il santo e l’artista, il giusto e il folle, sempre prossima all’abisso e in bilico precario sulla banalità sentimentale. Le basta poco, pochissimo per affogare nel ridicolo. L’intelligenza del cuore è patetica ed esplosiva, peso ed arma insieme. Quale presenza occulta avvolge ogni campo ed ogni attimo dell’esistenza. Per chi la possiede, naturalmente.
Chi non ce l'ha fa il pescatore di frodo, secondo una dinamica banale che potrei sintetizzare con questa allegoria da quattro soldi:
Lasci per distrazione la porta del tuo cancello aperta. Un errore imperdonabile. Devi sempre accostare il cancello, anche quando si tratta di pochi secondi, giusto il tempo per prendere la posta. Sempre. Perché per la legge di Murphy passa sempre uno stronzo che con tono mellifluo, occhi guizzanti e sorriso accattivante ti dice: “Un magnifico giardino il suo. Che bellezza. Questi fiori poi sono rari, non li ho mai visti. Come vorrei che mani come le sue ridessero vita al mio giardino incolto”. E qui commetti il secondo errore. Vai a vedere il suo giardino desolante e decidi che tutto sommato potresti fare un vero e proprio capolavoro ridandogli vita. Così inizi ad andarci tutti i giorni fino a quando il suo giardino fiorisce rigoglioso. E qui il terzo errore. Ad opera compiuta ti giri verso di lui e gli chiedi “Posso accomodarmi sulla sua panchina per ammirarlo e godermelo un po’ insieme a Lei ? ” “Sono spiacente, ma ho un impegno. Magari sarà per un’altra volta”.
(Greta)
Nessun commento:
Posta un commento