Squilla il telefono.
- "Vorrei farti una domanda che al telefono mi viene più facile".
- "Mi devo sedere?"
- "No, non è necessario".
Mi siedo.
- "Ma sei innamorata?"
La bieta è quasi pronta. Ho la febbre. Il mio unico neurone cerebrale, krumiro, danza come Zorba.
Vorrei dirgli: "Oggi sull'autostrada mentre rientravo pensavo agli anziani del paese, ai vecchi, ai loro corpi in decomposizione". E quando penso a loro, e dunque alla morte, mi viene una vampata d'amore e sono felice.
I vecchi non mi danno a noia, non mi danno amarezza.
Sorpasso le auto, vado veloce, come sempre, come chi ha fretta di dimenticare, stressato dalle scadenze reali o immaginate, avido dell'oggi perché ha paura del domani, incapace di costruire il presente. E domani diventa oggi. E' così che ce l'abbiamo sempre in quel posto.
Credo che smetterò con il vizio di non bere l'ultimo sorso del bicchiere.
(Greta)
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