Squilla il fottuto telefono. Insiste. Porca troia, molla il colpo. Se non ti rispondo ci sarà un fottuto motivo. Quindi metti giù. Invece vai avanti. Sono sul cesso, va bene ?!, ad eliminare i residui di un ingurgito di sussistenza. Quindi mi ti cago anche a te. Dopo entrerò in quella fottutissima vasca. Eliminerò il resto delle scorie e finché l’acqua non sarà nera e le pareti di vetroresina saranno solcate da una linea di grasso, non ne uscirò. E mentre sarò lì penserò a Teo, a Milo, a Folco, a Simone, a Luisa, a Laura … a tutti, anche a te. Non ci sono sogni nella fottutissima vasca. E’ una vasca di epurazione, capisci? Ecco, questa è la verità. Che non ci sono, che tu credi che io ne abbia. Tu lo credi perché io ti sorrido. Perché parlo d’amore. Perché non piango e non mi dispero. Perché non provo delusione, rabbia, dolore. Non ci posso fare niente. Non ci sono.
Avrei bisogno di benzina onirica, la tua, quella di altri, perché sono a secco.
Ma no, non ti preoccupare ... vado a piedi.
Lascia solo che mentre cammino io possa guardare l’orizzonte e sentirmi felice dell’assenza di tutto.
(Greta)
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