Immaginare una vita altra. Intuirla. Averne la visione, in fantasia esatta. Farne un'epopea. Fissarla, bene. Amarla. Crederci. Soffiarci sopra. Partorirla. Proteggerla e rinsaldarla. Esserla. Farla cammminare, correre e poi volare. Propagarla dissennatamente e viralmente. Prendere tutto. Distruggere i resti del mondo collassato sotto il peso della tua visione. (P. Gallizio - ph by R.F.)
martedì 13 novembre 2012
Tutto qui
So quello che le sta succedendo e non le posso dire che con il tempo passa perché... non è vero, non passa: rimane lì. E' solo uno si abitua a convivere con il dolore, con l'idea dell'assenza.
Dicono che è come la morte, però non è vero: è peggio. Se Massimo fosse morto non penserei che è colpa mia, non penserei di essere diventata vecchia, o non abbastanza bella.
Però non è morto: è stata una sua scelta non stare più con me... Gliel'ho detto non passa, non si dimentica, però diventa sopportabile.
Arriva un momento una mattina che ti svegli e ti vesti meccanicamente ed esci di casa per andare al lavoro e senti che la vita continua. Che è più forte. E che, bene o male, tu ci sei dentro.
Allora prendi un bel respiro, e ricominci a camminare con la tua ferita: tutto qui.
Giulia (Piera Degli Esposti) in “L'uomo che ama”
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