
“Per avvicinarsi agli enigmi della felicita' provata nell’ebbrezza, si deve riflettere ancora una volta sul filo di Arianna. Quanto piacere nel semplice atto di srotolare un gomitolo. E questo piacere ha una profonda affinità sia con il piacere dell’ebbrezza che con il piacere della creazione. Procediamo, scoprendo non solo nelle tortuosita' della caverna nella quale abbiamo osato inoltrarci, ma al tempo stesso proviamo questa felicità di scoprire solo in virtù di quell’altra felicità ritmica, che consiste nello srotolare un gomitolo. Una tale certezza del gomitolo abilmente arrotolato che noi disfiamo [le braccia che tagliano l’aria e la srotolano con movimenti circolari e leziosi] – non è forse questa la forma di ogni produttività, o almeno di quella che assume la forma della prosa?”
(W. Benjamin)
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