venerdì 27 maggio 2011

Caduche similitudini

Gli alberi sono alti, verdi ma sparuti: oggi poco folti; «lasciano lo sguardo, incurante della loro presenza, spaziare sull'orizzonte» (...)
I rami, di esile tronco incerto, sembrano si' aver l'intenzione, progetto di espandersi e umiliare l'orizzonte in mille illuse quanto caduche similitudini; ma il vento li assale d'ambo i lati sino a piegarli: subito, un felice senza problemi viaggio verso un ideale, siamo deboli non importa; ma giungono venti coesistenti contrari: l'odio e l'amore, una casa un rimpianto, una famiglia e la gloria d'elevarsi, problemi finanziari questione di vita un ricordo un'immagine l'ispirazione che suscitano, il lavoro pensare, il pasto il treno operaio credere in qualcosa di piu' importante: fino a piegarli, i rami verdi e scarni hanno ripiegato, perdendo smarrendo ancora piu' verde, verso l'alto, alto come luogo senza metafisica, sospinti sempre dello stesso ritmo, insopportabile.

(F. Accame)

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