lunedì 4 aprile 2011

La stanza oscurata


Nuda camera di marmo bianco
In quel bianco hotel
Su un alto promontorio
Sul mare
A Cartagine
Le grandi portefinestre si aprono
Sul mare troppo azzurro
Tremolanti riflessi di sole
Sull’alto soffitto
Sul grande letto Con le lenzuola di mussola così bianche
E i pavimenti di marmo grigio chiaro
Freddi a piedi nudi
E attraverso una porta socchiusa
Si intravedono due corpi
Sul letto nel caldo di mezzogiorno
Una bottiglia di retzina aperta
Sul pavimento
E poi la porta chiusa sbattuta
Le tapparelle sciolte
E poi le risa e
I baci e
Il pianto
Uditi
Attraverso il tramezzo
In quella stanza oscurata
Affittata per un giorno tanto tempo fa
.

(L. Ferlinghetti)

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