domenica 1 agosto 2010

Zainetti pesanti




E' libera quella sedia? Posso sedermi?
E' da tanto che sono in viaggio. Le mie scarpe
hanno carpito ai ciottoli il poema delle strade,
all'asfalto il suo sospiro oleoso. Sono
andato sempre per vie tracciate da altri,
ogni pietra un ricordo di viaggiatori precedenti.
Ho sentito il freddo ed il calore inafferrabile,
l'infelicità l'ho riconosciuta dagli occhi splendenti.
L'amore non mi ha mai trattenuto. E il dolore
ha camminato accanto a me e voleva sorpassarmi.
Ho ascoltato canti e discorsi sciolti
nessuna rima mi ha fatto inciampare.
Ho incontrato uomini,
che avevano risolto il problema della morte,
ed altri che continuavano a credere
nell'immortalità.
Ho raccolto tutto ciò che i miei predecessori
hanno fatto cadere, da appesantirmi tanto lo zaino.
Adesso che mi sto riavvicinando all'inizio,
i piedi non mi ubbidiscono più. Sono stanco,
ci vedo a stento, ho fatto il viaggio a spese
degli occhi.
Se permettono prendo un pezzo di pane
e un po' di vino. Grazie. Adesso mi sento quasi
come a casa.

(M. Krüger)

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