sabato 26 giugno 2010

Sono stanca



Tu lo vedi, sorella: io sono stanca,
stanca, logora, scossa, come il pilastro d'un cancello angusto al limitare d'un immenso cortile; come un vecchio pilastro che per tutta la vita sia stato diga all'irruente fuga d'una folla rinchiusa. Oh, le parole prigioniere che battono battono furiosamente alla porta dell'anima e la porta dell'anima che palmo a palmo spietatamente si chiude! Ed ogni giorno il varco si stringe ed ogni giorno l'assalto è più duro. E l'ultimo giorno - io lo so - l'ultimo giorno quando un'unica lama di luce pioverà dall'estremo spiraglio dentro la tenebra, allora sarà l'onda mostruosa, l'urlo tremendo, l'urlo mortale delle parole non nate verso l'ultimo sogno di sole. E poi, dietro la porta per sempre chiusa, sarà la notte intera, la frescura, il silenzio. E poi, con le labbra serrate, con gli occhi aperti sull'arcano cielo dell'ombra, sarà - tu lo sai - la pace.

(A. Pozzi)

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