lunedì 30 marzo 2009

Il lunedì nero della mia anima

Nel frigorifero della mia anima il contenuto è in disordine. Scade senza che nessuno lo apra.
Che sia chiaro. E’ una legge non scritta: chi vuole starmi vicino deve assumersi la responsabilità della mia anima (soprattutto quando è un lunedì come quello di oggi. Tanto il frigo è semivuoto, ma non manca mai da bere). Perché qualunque idiota può capire come sia facile uccidermi.
E che sia chiara un'altra cosa. Nulla è in regalo, tutto è in prestito. Sono indebitata fino al collo. Anche voi. Sarò costretta a pagare per me con me stessa, a rendere la vita in cambio della vita. E' così che stanno le cose, il cuore va reso e il fegato va reso e ogni singolo dito. E' troppo tardi per impugnare il contratto. Anche per voi. Quanto devo mi sarà tolto con la pelle. Me ne vado per il mondo tra una folla di altri debitori. Come voi. Su alcuni grava l'obbligo di pagare le ali. Altri dovranno, per amore o per forza, rendere conto delle foglie. Nella colonna Dare ogni tessuto che è in noi. Non un ciglio, non un peduncolo da conservare per sempre. L'inventario è preciso e a quanto pare ci toccherà restare con niente. Non riesco a ricordare dove, quando e perché ho permesso di aprirmi quel cazzo di conto.
Chiamano anima la protesta contro di esso. E questa è l'unica cosa che neppure io ho trovato nell'inventario ... neppure una bottiglia di champagne Perrier Jouet Belle Epoque!

Quindi oggi ... VAFANCULO ... a me !


(Greta, liberamente adattato dai testi di Saaddiyya al-Mufarrih, D. Grossman e W. Szymborska)

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